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Traditori

Cercando in rete la parola Traditori (betrayer, traitor o sinonimi vari) si resta stupiti dai pochissimi nomi che vengono in elenco. Il fatto è che il tradimento ha sempre la possibilità di una lettura duplice. Alcuni traditori della patria per esempio, lo diventano a seconda di chi abbia vinto la successiva guerra, diventando traditori oppure eroi a seconda dell’epilogo. Anche il traditore d’amore è tale guardando dalla parte del tradito (cornuto) mentre spesso nella narrativa la coppia di giovani amanti diventa protagonista di una fiaba romantica a dispetto del tradito (Lancillotto e Ginevra con il povero re Artù su tutti). Per fortuna c’è Shakespeare che fa selezione. Bruto e Cassio nel Giulio Cesare, il perfido Jago nell’Otello, Re Claudio uccisore di Amleto, Riccardo III ed i coniugi Macbeth sorseggiano sangue nella loro cattiveria senza fine, pagando il fìo tra fantasmi, cupi sensi di colpa e suicidio. Anche il traditore per antonomasia, Giuda, si ammazza. Per alcuni è un Santo, per altri un Deicida. Stà di fatto che senza di lui non sarebbe potuta esistere la passione e crocifissione di Cristo. Mito per eccellenza. Da Giuda è partito questo mio lavoro. Da una crocifissione personale che è diventata opera. Ed è proprio quello che l’arte dovrebbe fare. Tramutare vicende personali in simulacri. Ho scelto di ambientare questa serie foto di esseri spregiati, in ambienti naturali. Spesso c’è un albero centrale nella composizione. Natura come spazio neutro. Trattandosi di personaggi storici molti sono in costume, ma con piccole note ed omissioni che ne denunciano la contemporaneità. Il tradito è quasi sempre assente. Oppure è di spalle. La solitudine e l’angoscia di chi inganna per primo se stesso è ciò che mi interessa. Per non dimenticare.