Project Description
Cosa significa oggi erigere una barricata?
Non più difendersi da un nemico riconoscibile, ma opporsi al collasso del senso, alla deriva dell’etica, all’assuefazione alla violenza. Barricate nasce come gesto di resistenza interiore, come atto performativo e simbolico in cui lo studio dell’artista diventa fortino e reliquiario, campo di battaglia e spazio del sacro.
Sedie, tende, specchi rotti, tappeti, oggetti marginali: tutto ciò che normalmente abita il quotidiano viene sollevato a materia poetica, stratificata in un’architettura precaria e insieme solenne. Ogni elemento è testimone di un vissuto, ogni accumulo è un gesto contro l’oblio.
Le fotografie che emergono da questa installazione sono tableaux vivants sospesi fra teatro e rovina, ispirati a rivoluzioni storiche, conflitti sociali e tensioni contemporanee. Ma non c’è illustrazione, solo evocazione.
I corpi che vi compaiono – a volte nudi, a volte dissimulati – non rappresentano, ma incarnano. Sono icone vulnerabili e presenti, mai illustrative, sempre offerte.
Il titolo, Ma l’amore mio non muore, è l’eco di una fedeltà silenziosa: a ciò che ci lega, che ci fonda, che ci rende ancora umani.
















